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Nicola Bellini

  NICOLA BELLINI ...  nick.bellini@libero.it         - Mi presento -              |  Home   |   Home Biomeccanica  |

 

1 - Le Basi

 

 

2 - Biomeccanica

     di Base

 

 

3 - Coordinazione

     Generale

 

 

4 - Espressioni

     di Forza

 

 

5 - Equilibrio

COORDINAZIONE GENERALE

 

Tutte le attività coordinative sono strettamente collegate al sistema nervoso centrale (S.N.C.) il quale, con l’ausilio delle strutture nervose, invia gli impulsi motori, utilizzando tre elementi fondamentali:

VIE EFFERENTI (programmazione ed esecuzione)

VIE AFFERENTI (trasmissione delle informazioni)

STAZIONI ORGANIZZATIVE (filtro,  modulazione, regolazione)

 

VIE EFFERENTI.

Normalmente, il termine S.N.C. viene associato al cervello inteso come organo a sé stante contenuto all’ interno della scatola cranica, ma nelle realtà la parola “sistema” sta proprio ad indicare un insieme ben organizzato, che possiamo suddividere in:

> cervello

> cervelletto

> tronco cerebrale

> midollo spinale

 trascurando momentaneamente il cervelletto, che rivedremo invece parlando delle stazioni organizzative, possiamo affermare che le strutture anatomiche sopraelencate, attraverso una serie di infrastrutture - quali ad esempio la corteccia cerebrale - programmano ed eseguono movimenti molto diversi tra loro (da quelli più grossolani a quelli di estrema sensibilità e precisione) e, attraverso le vie PIRAMIDALI ed EXTRAPIRAMIDALI, regolano la rapidità della conduzione dell’ impulso, la selettività dei movimenti e gli automatismi motori della postura.

 

STAZIONI ORGANIZZATIVE

Non hanno una connessione dell’impulso diretta con il sistema efferente, quindi, anche nell’eventualità di una lesione del cervelletto non si incapperebbe in una paralisi, poiché il midollo spinale non ne verrebbe direttamente interessato.

Il cervelletto è l’organo sincronizzatore dei movimenti, non ha una funzione di avvio del movimento, ma di modulazione dello stesso, armonizzandolo ed economizzandolo (risparmio energetico) .

Per realizzare  ciò, il cervelletto deve raccogliere tutte le informazioni riguardanti il tono muscolare e l’equilibrio, analizzarle e poi trasmetterle alla corteccia cerebrale, dalla quale successivamente partono gli impulsi.

Il midollo spinale  presenta due aspetti funzionali prevalenti. Da una parte riceve attraverso le vie piramidali le informazioni che consentono la motricità e la mobilità umana (volontaria), dall’altra, la presenza di alcuni circuiti autonomi, permette una vasta gamma di automatismi anche in assenza di organi funzionalmente superiori.

Infine il talamo, che consiste in un nucleo ovoidale posto centralmente in una zona molto profonda dell’encefalo, la cui caratteristica è quella di raccogliere tutte le informazioni di carattere sensitivo-sensoriale (tatto, vista, udito, gusto e vestibolo fatta eccezione per l’olfatto) dalle strutture competenti.

 

VIE AFFERENTI

Attraverso i recettori, piccoli organi situati nella parte terminale dei nervi, le vie afferenti hanno il compito di raccogliere ed inviare informazioni di tipo sensoriale  e sensitivo al S.N.C.

I segnali che possono essere raccolti sono ad esempio di tipo: energetico, meccanico, termico, chimico, acustico, barometrico(pressione), tattile, visivo, olfattivo, gustativo, dolorifico. Li possiamo, inoltre, definire esterocettivi se provengono dall’esterno, propriocettivi se riguardano la sensibilità di muscoli, tendini, ossa, articolazioni, e ossa dell’orecchio ed enterocettivi se le informazioni arrivano dagli organi interni.    

 

LA PROPRIOCETTIVA

Senza dubbio è l’argomento che riguarda più da vicino i bowlers, i quali, devono regolare, armonizzare, equilibrare una moltitudine di impulsi a carico del sistema muscolare, tendineo, articolare e anche vestibolare (orecchio-equilibrio).

L’immagine del giocatore di bowling, dalla posizione di partenza fino alla posizione di sgancio, ci permette di visualizzare una successione di movimenti volontari e involontari che rendono meccanicamente interessante questo sport.

Tenere una sfera di 15 libbre in mano obbliga la muscolatura posturale ad attivarsi automaticamente per reazione ad un aumento di carico, segnalato- come abbiamo visto in precedenza- dai recettori situati nei tendini (organi del Golgi) e nei muscoli (fusi neuromuscolari).

Il movimento di oscillazione del braccio con la stessa sfera richiede da parte dei recettori la lettura di segnali continuamente diversi, dal momento che l’energia della boccia varia in funzione della posizione che occupa durante il “pendolo”, permettendo così una reazione adeguata del sistema muscolo scheletrico.

Gli appoggi che vengono effettuati prima di arrivare allo sgancio (passi) implicano una continua modulazione da parte dei recettori situati nell’arcata metatarsale e sul tallone (piede) e delle forze che intervengono simultaneamente sull’intera struttura, come per esempio lo sbilanciamento generato dal pendolo, il piegamento degli arti inferiori, l’abbassamento del bacino, la flessione del tronco in avanti.

La fase di rilascio comporta, inoltre, da parte del soggetto una retroazione improvvisa allo sbilanciamento provocato dalla liberazione dell’energia della sfera, nella quale gran parte della muscolatura della colonna vertebrale e del tronco reagisce contraendosi, permettendo al sistema di decelerare.

Tutto ciò viene elaborato, armonizzato, organizzato, economizzato dalle stazioni organizzative (cervelletto) e memorizzato dall’encefalo nelle aree preposte sotto forma di mobilità, elasticità, reattività, forza, dei distretti corporei utilizzati.

Sintetizzando possiamo percorrere principalmente due strade riguardanti il movimento volontario:

1)

PROGRAMMARE (decidere di compiere)

           ↓

TRASMETTERE (inviare gli impulsi)

           ↓

ORGANIZZARE (modulare e armonizzare)

 

2)

TRASMETTERE (ricevere impulsi AFFERENTI)

           ↓

ORGANIZZARE (modulare )

           ↓

PROGRAMMARE (decidere di reagire)

 

In entrambi i casi le stazioni organizzative presiedono alla regolazione della coordinazione dei movimenti, nel primo a fronte di un impulso volontario del soggetto, nel secondo per reazione ad un impulso esterno.

Il bowler percorre tutte e due queste strade. Infatti egli decide a priori di dare movimento al braccio, trasmette l’impulso all’arto, ne modula l’estensione (impulso del soggetto) e nel contempo riceve un segnale di sbilanciamento dovuto al carico della sfera, quindi, modula la contrazione e infine imposta una reazione muscolare (impulso esterno).

 

Nikolaj Bernstein nel suo trattato “Fisiologia del movimento” (ed. Stampa Sportiva, Roma 1950) esprime una definizione di coordinazione quanto mai precisa ed esauriente : “la coordinazione dei movimenti è il processo di controllo dei numerosi gradi di libertà dell’ organo mobile”  in altre parole, è la capacità di controllare il movimento nel suo massimo potenziale d’azione, caratteristica possibile solo dopo aver ricevuto ed elaborato le giuste informazioni recettoriali.

Il bowling, in quanto disciplina sportiva di precisione, necessita di minuzioso controllo dei movimenti da parte dell’ atleta praticante. Solo in questo modo egli potrà contrastare eventuali difficoltà (piste, condizionamento, bocce...) acquisendo altresì la capacità di adattare il proprio gioco anche in situazioni agonistiche di rilievo, in cui la tensione emotiva potrebbe indurre all’errore.

Nicola Bellini 

  

                                                                                                       

ERRATA CORRIGE

Nel precedente articolo (la biomeccanica di base) per un mio errore di trascrizione, la formula sul calcolo della velocità della sfera risulta errata . Si corregga:

30w x 2” / 5kg = 12m/s (non  24 m/s) quindi: 38,2 km/h (non 76,4 km/h.)

Mi scuso con i lettori.

 

Ringrazio il dott. MARCO ROTTA, fisico del C.R.F. di Torino, per il supporto nello sviluppo di alcuni modelli di bowler studiati prima della stesura dell’ articolo in questione.

 

Elisabetta Donato

- Psicologa -

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