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Nicola Bellini

  NICOLA BELLINI ...  nick.bellini@libero.it         - Mi presento -              |  Home   |   Home Biomeccanica  |

 

1 - Le Basi

 

 

2 - Biomeccanica

     di Base

 

 

3 - Coordinazione

     Generale

 

 

4 - Espressioni

     di Forza

 

 

5 - Equilibrio

LE BASI

 

In questo primo articolo, cercherò di chiarire alcuni degli aspetti fondamentali della preparazione atletico - coordinativa del giocatore di bowling.

Parole come biomeccanica e propriocettiva , temi di cui tratteremo diffusamente in questo spazio, possono essere  difficilmente interpretabili se prima non vengono illustrati alcuni concetti chiave.

Il primo passo verso la comprensione di tali argomenti deve essere quello di considerare il bowling uno sport e non un gioco, o meglio una “disciplina”, che -come tale- richiede impegno, applicazione, pazienza e organizzazione negli allenamenti.

Nello sport del bowling, le caratteristiche che sorreggono la competizione sono fondamentalmente quattro: la concentrazione, la resistenza generale, la coordinazione, l’equilibrio.

Volendo ordinare per importanza queste caratteristiche, possiamo senza dubbio inserire al primo posto la coordinazione sia generale (del soggetto), che specifica  (del gioco); al secondo posto l’equilibrio, sia statico che dinamico; poi la concentrazione ed infine la resistenza generale.

Coordinazione ed equilibrio occupano un aspetto prioritario, poiché riguardano l’apprendimento da parte dell’atleta di schemi motori progressivamente più complessi: il sistema nervoso centrale deve organizzare e regolare tutta la muscolatura volontaria e renderla efficiente e strutturata per un gesto il più possibile preciso ed equilibrato.

La concentrazione (fondamentale nella distinzione di un talento in questo sport) è una qualità che dipende molto dallo stato emotivo del soggetto: con l’esperienza - e fortunatamente questa disciplina permette di essere atleti longevi - si possono ottenere grandi miglioramenti lavorando nello specifico su questa caratteristica.

La resistenza generale, invece, è una qualità acquisibile da tutti, che potrebbe però creare problemi di concentrazione e coordinazione, se non viene allenata.

Fatte queste considerazioni, possiamo senza difficoltà osservare come questo sport sia un’attività coordinativa di lunga durata.

Le attività coordinative sono definite in letteratura come attività motorie che comprendono un intervento prevalente del sistema nervoso centrale - in altre parole, che dipendono dal cervello.

La lunga durata può essere definita come attività condizionale, ossia un’attività in grado di condizionare fisiologicamente l’organismo. Sebbene nel bowling l’impegno organico sia molto basso, esistono alcuni aspetti fisiologici di questa disciplina su cui merita porre attenzione, che tratteremo successivamente.

Cercherò ora di chiarire il concetto di schema motorio.

Uno schema motorio è un’insieme di movimenti semplici atti a produrre un movimento più complesso. Il cervello analizza ed elabora il percorso di piccoli segmenti corporei per poi riunirli in un unico schema motorio. Ad esempio, un piegamento sugli arti inferiori comprende: la flessione della gamba sul piede, la flessione della coscia sulla gamba, la flessione del tronco sulla coscia.

Ognuno di questi tre segmenti compie un movimento a sé stante e la simultaneità dei tre contribuisce a creare lo schema motorio del piegamento sugli arti inferiori.

Nello sport del bowling, la muscolatura volontaria da tenere sotto controllo è molto più vasta ed i segmenti corporei assolutamente più vari e di dimensioni sostanzialmente differenti.

Questa è la ragione per la quale gli allenamenti coordinativi ed il condizionamento muscolare sono quanto mai importanti. Si consideri, ad esempio, che una boccia da 15 libbre, soggetta ad un’accelerazione gravitazionale, deve essere contrastata da importanti espressioni di forza, mettendo spesso in difficoltà i nostri sistemi di equilibrio (statico, ma prevalentemente dinamico).

La biomeccanica si occupa, appunto, dei sistemi coordinativi e di equilibrio, attraverso lo studio delle forze che regolano il movimento umano.

La propriocettiva, invece, con le sue applicazioni pratiche (ginnastica ed esercizi in condizioni di disequilibrio), stimola i recettori neuromuscolari ad inviare i giusti segnali al sistema nervoso centrale.     

                                                                         

Nicola Bellini

 

Elisabetta Donato

- Psicologa -

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